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lunedì 27 giugno 2016

In Italia crolla il salario, tutta colpa del Jobs Act


di Claudio Rossi

Secondo i dati sul costo del lavoro diffusi dal rapporto Eurostat la retribuzione oraria in Italia nel primo trimestre 2016 è diminuita dello 0,5% rispetto allo stesso periodo del 2015, segnando l’unico calo in Europa per un grande Paese.



Stando al calcolo di Eurostat il salario orario nell’Ue a 28 è aumentato in media dell’1,7% con differenze significative nei vari Paese e con cali solo in Italia (-1,5%) e a Cipro (-0,3%). Gli aumenti salariali più consistenti si registrano nei Paesi dell’Est (+10,4% in Romania, +7,6% in Bulgaria), paesi nei quali però il costo del lavoro orario complessivo è molto più basso della media (nel 2015 4,1 euro l’ora in Bulgaria, 5 in Romania a fronte dei 25 euro medi in Ue e 43,1 euro in Danimarca).

L’Italia nel primo trimestre 2016 è in controtendenza anche per l’intero costo del lavoro: cala dell’1,5% mentre aumenta in Europa dell’1,7%. Diminuiscono soprattutto i “costi non salariali” (-3,9%) anche grazie agli sgravi contributivi sui neo assunti. Il salario per ora lavorata cresce soprattutto nell’Est Europa, ma anche in Germania (+3,2%) e in Francia (+1,6%), mentre nel Regno unito si registra un +0,2%. Il calo del salario in Italia è più contenuto nel settore pubblico (-0,1%) mentre nel settore privato si registra un -0,7%.

Per quanto riguarda i singoli settori, a far segnare il calo maggiore nel costo del lavoro è l’industria (meno 2,6%), poi il settore edile con l’1,4% mentre nei servizi esso si  è attestato attorno al -0,2%.






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