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giovedì 14 gennaio 2016

Il principio della rana bollita - Noam Chomsky.



di Domenico Garreffa

Oggi mi sono imbattuto in una storiella di Noam Chomsky, un esempio di società che è talmente presa dalla quotidianità che non ha tempo per riflettere sulla sua evoluzione, e sulla pressione che imprime sulla quotidianità stessa.
Evoluzione che non sempre è a beneficio dell'umanità, osservando con un minimo di spirito critico l' attuale società occidentale europea, e in particolare la società Italiana, appare in evidente stato di degrado morale e mostra i segni di un progressivo suicidio etnico e culturale. 



Nonostante la qualità della vita, dal punto di vista materiale, sia ad un livello decisamente superiore a quello presente nei periodi storici precedenti, ho la sensazione di trovarmi di fronte ad una società decadente che sprofonda come in sabbie mobili, confinata da paludi dalla quale non si vedono vie di uscita.
Oggi sembra molto più importante sapere quanto ha incassato Zalone con il suo ultimo film, piuttosto che interessarsi nel dare un futuro al nostro domani, ed a chi verrà dopo. 
La distrazione ed il divertimento a giunto e sopraffatto il buon senso dell'umanità, creando un mondo nuovo formato da giovani (e meno giovani) indignati ed incazzati, studenti, operai, disoccupati, precari, che oggi vivono malamente e non hanno alcuna certezza per il futuro. Questa massa di uomini e donne che reclamano condizioni di vita migliori e la dignità e la libertà che ora sono loro negate, premono insistentemente alle porte di questo sistema, che si diverte ma non riflette.
Intanto la pentola prosegue a bollire, ed attende la prossima rana da immergere.


- Noam Chomsky -

Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda nel quale nuota tranquillamente una rana.
Il fuoco è acceso sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano. 
Presto diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole e continua a nuotare.
La temperatura sale. Adesso l’acqua è calda. 
Un po’ più di quanto la rana non apprezzi. Si stanca un po’, tuttavia non si spaventa.
L’acqua adesso è davvero troppo calda. 
La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita, non ha la forza di reagire. Allora sopporta e non fa nulla. 
Intanto la temperatura sale ancora, fino al momento in cui la rana finisce – semplicemente – morta bollita.
Se la stessa rana fosse stata immersa direttamente nell’acqua a 50° avrebbe dato un forte colpo di zampa, sarebbe balzata subito fuori dal pentolone.
Questa esperienza mostra che – quando un cambiamento si effettua in maniera sufficientemente lenta – sfugge alla coscienza e non suscita – per la maggior parte del tempo – nessuna reazione, nessuna opposizione, nessuna rivolta.
Se guardiamo ciò che succede nella nostra società da alcuni decenni, ci accorgiamo che stiamo subendo una lenta deriva alla quale ci abituiamo. 
Un sacco di cose, che ci avrebbero fatto orrore 20, 30 o 40 anni fa, a poco a poco sono diventate banali, edulcorate e – oggi – ci disturbano solo leggermente o lasciano decisamente indifferenti la gran parte delle persone. 
In nome del progresso e della scienza, i peggiori attentati alle libertà individuali, alla dignità della persona, all’integrità della natura, alla bellezza ed alla felicità di vivere, si effettuano lentamente ed inesorabilmente con la complicità costante delle vittime, ignoranti o sprovvedute.
I foschi presagi annunciati per il futuro, anziché suscitare delle reazioni e delle misure preventive, non fanno altro che preparare psicologicamente il popolo ad accettare le condizioni di vita decadenti, perfino drammatiche.
Il permanente ingozzamento di informazioni da parte dei media satura i cervelli che non riescono più a discernere, a pensare con la loro testa.
Allora se non siete come la rana, già mezzo bolliti, date il colpo di zampa salutare, prima che sia troppo tardi!

Link:https://www.youtube.com/watch?v=ZIxJ3PwFl18





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