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giovedì 20 marzo 2014

Se il commercialista sbaglia, paga lui.


Modello unico, dichiarazione dei redditi, IMU e simili. 
Di solito il commercialista presenta questi e tanti altri documenti per il pagamento di imposte e sanzioni in nostro nome. 

Ma quando sbaglia qualcosa siamo noi a dover pagare sanzioni e interessi. 


Questo perché, come la Corte Suprema dichiarava, spetta al contribuente controllare sempre l’operato del commercialista con il massimo scrupolo. 
Basta aver dato incarico ad un commercialista per autorizzarlo a sostituirsi alla nostra persona nella compilazione dei modelli e nella loro presentazione. 
E se sbaglia lui, che lo ammetta o no, è come se sbagliassimo noi stessi.

La recente sentenza emessa a Brindisi, inerente a due imprenditrici di Ceglie Messapica, madre e figlia che dal 1999 al 2000 hanno gestito un attività di ristorazione, capovolge le imputazioni.
Le due donne, nel  2008, per la prima volta,  sono state sottoposte a verifiche da parte dell’Agenzia delle Entrate, fino a ricevere in seguito avvisi di accertamento per irregolarità in materia di tributi con sanzioni per 10.000 euro e cartelle di Equitalia per recuperare gli importi.
Perchè nonostante le ripetute richieste, il commercialista al quale si erano rivolte, poi morto, non aveva mai consegnato loro la documentazione in possesso richiesta e depositata nel suo studio al momento del conferimento dell’incarico.
Il commercialista era stato anche querelato, ma l’inchiesta si era conclusa con l’archiviazione proprio per la morte dell’indagato.
Da qui l’inizio della battaglia legale: la vicenda è stata segnalata prima al Tribunale di Brindisi e poi  al ‘Garante del contribuente per la Regione Puglia’ che, dopo aver svolto accertamenti attraverso la Guardia di finanza, ha  chiesto di annullare le sanzioni.
Seguite dall'avvocato Carmen Monopoli, le due donne hanno quindi avviato una battaglia legale prima al Tribunale di Brindisi e poi segnalando anche la vicenda al ‘Garante del contribuente per la Regione Puglia’ che, dopo aver svolto accertamenti attraverso la Guardia di finanza, ha infine chiesto di annullare le sanzioni.

Il 14 gennaio scorso la direzione provinciale di Brindisi dell’Agenzia delle Entrate ha emesso un provvedimento di sgravio; le somme pagate dovranno essere restituite alle due imprenditrici, per irregolarità che erano sì state accertate, ma che erano indipendenti dalla loro volontà.

                                                   (clicca sull'immagine per ingrandire)

La Cassazione recentemente ha dichiarato,che si deve ritenere che un professionista, sia per deontologia professionale che per obbligo giuridico, dovrebbe farsi carico delle sanzioni derivanti da propri errori commessi in sede di redazione della dichiarazione dei redditi. 
Proprio per ovviare a simili spiacevoli situazioni tutti i commercialisti sono obbligati a stipulare adeguate polizze assicurative di responsabilità civile. 

In casi di simili, nulla ci vieta di agire contro la persona del commercialista ,per farci restituire quanto pagato a causa sua. 
Si potrà informare l’ordine dei dottori commercialisti di quanto accaduto e, se si è in possesso di un documento o anche solo di un sms o di una lettera che dimostri l’infedeltà o l’incapacità del commercialista, allora non ci rimane che agire in giudizio per la restituzione di quanto pagato ingiustamente.

E’ bene sapere che la documentazione relativa ai modelli Unico e 730 va conservata per almeno 6 anni di tempo: le autorità fiscali possono effettuare accertamenti entro il 31 dicembre del quinto anno successivo alla dichiarazione dei redditi in questione.





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